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"Da quando conosco Gioacchino Chiparo, giorno per giorno, non ha mai finito di stupirmi.

 Questo personaggio, seppur all’apparenza molto semplice, viceversa tutt'altro è che questa difinizione: l’ho scoperto, oltre che un erudito studioso di classica letteratura moderna, anche un autentico filosofo.

 Studioso di storiografia post-romantica, l’ho sorpreso avventurarsi, proficuamente, nei meandri della teologia; quindi studioso di esegetica, semeiotica e sintassi: branca della letteratura, quest’ultima, trascuratissima dai giovani studenti d’oggi.

 Come poeta, lo definisco ineguagliabile, anche perché le sue risorse ispirative traggono origine da una vocazione viscerale, che lo insegue sin dalla sua infanzia, come puntualizza il suo primo educatore in un suo saggio “Gioacchino Chiparo, fulgida luce del nuovo romanticismo del terzo millennio”.

Egli è sempre pensieroso, quando si sporge per osservare sul futuro dei giovani d’oggi e dice; quasi con languido atteggiamento: se continuerà, questa società, a bistrattare i valori essenziali, finirà con l’autocastrarsi e poi, accenna alle psico-patologie come la "depressione”, per citarne soltanto una. Il resto, se lo immagini il lettore.

 Enunciare tutte le sue opere, mi sembra davvero superfluo, tanto più che eminenti testate giornalistiche ne hanno largamente menzionato i contenuti.

Da Gioacchino Chiparo ho imparato molte cose, tra cui l’assoluto rispetto delle altrui idee; senza distinzione di sesso, età ed etnie diverse.

Come sociologo debbo precisare che egli si inserisce tra coloro che affermano che l’uomo debba proiettarsi verso l’universalità. Egli, infatti, misura ogni uomo morale-civile e fisico, definendolo essere la risultante di varie componenti, che traggono origine da uno spirito universale di, “secondo lui”, indubbia fattura divina.

Ogni uomo è, secondo quanto egli afferma, parte essenziale di un progetto, ideato da miriadi di anni fa, che dovrebbe proseguire fino alla realizzazione dello stesso.

Un disegno perfetto, per un’umanità, che dovrebbe marciare verso la perfezione; trattandosi di prototipi simili all’ideatore: Dio.

Egli, umilmente, a questo spirito s’ispira, quando compone le sue liriche che, sicuramente, per la loro folgorante luce, sembrano abbagliarci, facendoci, inevitabilmente riflettere!

In sostanza Chiparo è ciò che non appare: diciamo uno spirito guida, di questi ultimi tempi."

Canelli 11 luglio 2002                                                     Lino Puzzo

chiparogioacchino@inwind.it

 

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